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NEWS N°13 – La pulizia dell’ambiente può diventare un impegno comune

n. 13 – 22 Gennaio 2014

La pulizia dell’ambiente può diventare un impegno comune.

Due notizie, diverse per la verità, ci impongono ritornare brevemente sulla grande ed imprescindibile urgenza di riproporre ancora una volta, dalla materna alla secondaria superiore, una corretta forma di pedagogia del lavoro: il reiterarsi delle alluvioni dovute alla mancata pulizia del boschi, specie in Liguria; la mancanza fondi per far pulire le scuole da imprese esterne.

Cominciamo da quest’ultimo aspetto, tralasciando commenti al fatto che il personale ausiliario dipendente non pulisca più, o poco, e si debba ricorrere a ditte esterne (sic): tutti gli scolari, dai bambini della materna agli studenti del superiore, devono esser responsabilizzati nel tener in ordine e pulita la scuola collaborando operativamente questo, così come i docenti, del resto: come insegna la Montessori il fanciullo apparecchia e sparecchia … i più grandi possono tranquillamente spolverare e ramazzare l’aula … pulire i cortili e quant’altro, con la collaborazione dei docenti: nessuno si “vergogni” del lavoro manuale, ci si “vergogni” della trascuratezza e del considerare ciò che è di tutti come res nullius da affidare ad altri … le imprese di pulizia esterne, per esempio.

Scriveva il Corriere della Sera di ieri che i boschi della Liguria – così come quelli di tutt’Italia – non sono più puliti … bene chi lo deve fare? Sempre qualcun altro? Lo Stato nei suoi vari Enti Locali? Si … ma: ecco la proposta costituiamo in ogni scuola gruppi di custodi del creato che adottino la manutenzione di un prato, fosso, argine, bosco, spiaggia … che ne effettuino la cura sistematica e costante. Attenzione non la giornata ecologica una volta tanto, magari per andare nei giornali e nelle Tv, ma un impegno lavorativo e di assunzione di responsabilità duratura, da assumere in accordo e collaborazione con gli Enti Locali, il Corpo Forestale … accanto agli impegni ordinari di cui sopra quelli straordinari: spalare la neve, aiutare a porre sacchetti di sabbia, togliere fango … queste attività fanno il cittadino almeno quanto, se non di più delle “lezioni” di ecologia e servono a far capire ai ragazzi che l’ambiente, il Creato, non si tutela con i concerti e i cortei ma con concrete azioni, che impongo sacrificio e fatica: che Noi educatori abbiamo il dovere morale di far conoscere Loro, così come le dobbiamo conoscere Noi, si, sacrificio e fatica.

L’ubriacatura permissivistica e buonistica ha dato, dà, i pessimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti, anche di chi non li vede!!! Sappiamo di aver toccato argomenti già trattati, di aver detto oggi cose già dette ieri: gutta cavat lapidem … attendiamo che almeno uno dei Ns. 25 lettori (per dirla con il Manzoni) ci faccia sapere che sta facendo … Certo quanto detto esige anche, forse in primis, l’educazione dei genitori…

Roberto Leoni
presidente