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La Fondazione

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Assisi, 26.10.2007

Il Crocifisso, garanzia di libertà
anche per chi non lo vuole

Questa più che una news è una riflessione indotta da due fatti di cronaca: il primo il coraggio civile, professionale ed educativo del dirigente scolastico dell’ ITI “Buonarroti” di Trento, prof. MARIO CASNA - neo vincitore di concorso, questo ci conforta sulla professionalità dei nuovi dirigenti, dai quali speriamo prendano esempio tanti altri in servizio da anni e logorati da un’improba lotta contro il relativismo e la superficialità - che ha acquistato 70 Crocifissi e li ha messi nelle aule ove mancavano.

L’altro è il commento di un certo prof. Cimbalo, che fortunatamente non abbiamo il dispiacere di conoscere, il quale, chiamato come esperto - di che ? – nella gradevole trasmissione radio, mattutina, su RAI 1, condotta dalla brava Manuela Falcetti, commentava il fatto invitando gli alunni a staccare il crocifisso e portarlo dal preside per farsi attivare un procedimento disciplinare, quale battaglia di democrazia. Questo esimio esperto diceva poi che, in fin dei conti, il Crocifisso è un arredo introdotto dal fascista Gentile. Lo sconcerto deriva non solo dalle farneticanti affermazioni di costui ma dal fatto che nessuno degli altri ospiti della Falcetti, né Lei stessa, abbiano provato a far capire ciò che ora proviamo noi: indipendentemente dagli aspetti giuridici che obbligano all’esposizione del Crocifisso l’esimio prof. Cimbalo dovrebbe sapere che, senza Cristo, al quale si deve la distinzione fra ciò che è di Dio e ciò che è di Cesare, egli vivrebbe o in una situazione di coincidenza fra stato e religione: Augusto, velato capite sacrificava quale pontefice massimo; o di califfato, ove non è consentito non esser credenti, pena la morte; o di ateismo obbligatorio per tutti, come fu nel comunismo.

La libertà che all’esimio prof. Cimbalo ha consentito di dire ciò che ha detto gli viene da Cristo, dal cristianesimo che ha riconosciuto all’uomo il diritto alla libertà: il libero arbitrio; anche quello di dire sciocchezze! Lasciamo perdere gli aspetti legali. La presenza del Crocifisso nelle aule e negli edifici pubblici, tutti, non è, nella Repubblica Italiana ed in tutte le democrazie - nate grazie al cristianesimo - la presenza di un simbolo di religione di stato ma è la presenza del simbolo della libertà del cittadino, così come diceva il Parini, quando affermava che ove non entra il cittadino Cristo non entra il cittadino Parini. A questo noi aggiungiamo che ove non c’è il Crocifisso non ci sono cittadini ma sudditi: di una laicità malintesa, di un materialismo ideologico che fa dell’ateismo una religione, di un relativismo che genera la società di coloro i quali corron dietro ad aste senza bandiere e che divengono ciò che Rousseau voleva fosse il suo Emilio: non un uomo libero ma un uomo che si credesse libero. Esponete il Crocifisso nelle aule se volete fare dei cittadini liberi di scegliere: anche di non esser cristiani! Pax et Bonum!

Roberto Leoni




 

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